Adattarsi ai cambiamenti: come farlo in 5 mosse

| November 17, 2014

C’è una parola che oggi sentiamo spesso: resilienza (e di cui abbiamo parlato anche qualche post fa). Deriva da un ambito tecnico-scientifico, ma affascina ora molto gli economisti, gli imprenditori, chi oggi stanno affrontando la vulnerabilità del mercato, le trasformazioni dell’impresa, le sfuggevoli previsioni…

In psicologia, la resilienza denota l’abilità di un individuo di superare in modo efficace un trauma. Nel mondo degli affari, viene spesso usato in relazione alla pratica di predisporre sistemi di back up al fine di proseguire nelle operazioni qualora si verifichi un disastro. In sintesi possiamo dire che la resilienza è la capacità di andare avanti e riprendersi in seguito ai cambiamenti.

Come dice Andrew Zolli nel suo libro Resilienza – la scienza di adattarsi al cambiamenti, “la resilienza è la capacità di un sistema, di un’impresa o di una persona di conservare la propria integrità e il proprio scopo fondamentale di fronte a una drastica modificazione delle circostanze”.

Per un imprenditore, per un’impresa migliorare la propria resilienza significa rafforzare la capacità di resistere alle spinte che potrebbero allontanarci dalla meta e soprattutto valutare le alternative, le opzioni che ci potrebbero portare alla meta. I ricercatori la definiscono la capacità di “preservare l’abilità adattativa” ovvero la modalità di adattarsi e progettare opzioni mantenendo il proprio scopo fondamentale.

Come possiamo allenare la resilienza?
Andrew Zolli continua descrivendo qual è la “cassetta degli attrezzi” per allenare la resilienza.
Questi i 5 elementi:

1)   serrati meccanismi di feedback, la costruzione di feedback strutturati e continui permetterà di cambiare in corsa e ridefinire gli obiettivi;

2)   riorganizzazione dinamica, molti sistemi resilienti raggiungono questo obiettivo grazie all’integrazione di una serie di contromeccanismi che ripristino al momento opportuno la vitalità del sistema;

3)   de-intensificare o disaccoppiare un sistema, per rafforzare la resilienza bisogna scombinare le carte in tavola, essere disruptive;

4)   struttura modulare interna più semplice, sapersi riorganizzare secondo i progetti, sapersi diversificarsi ai margini ma semplici nel nucleo centrale, essere snelli;

5)   organizzarsi in sciami, le caratteristiche di modularità, semplicità e interoperabilità permettono ai componenti di molti sistemi resilienti di ammassarsi e sciamare come stormi al momento opportuno e di frazionarsi in sezioni separate se la situazione lo richiede.

Un ultimo elemento indispensabile è la capacità di passare da sistemi a persone, cioè ogni persona è il motore di un’impresa e la sua capacità di adattarsi, di promuovere governance adattativa, di allenare le sue abitudini mentali permette all’impresa di essere resiliente e affrontare le trasformazioni in atto.

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