Disruption: cosa buttare della old economy?

| May 31, 2011

Tra le cose da buttare:

  • Le strutture organizzative rigide
  • Gli stereotipi, nell’accezione di “schemi preconfezionati e immutabili”
  • Gli attuali modelli di valutazione del personale
  • Le difese di posizione per paura del cambiamento
  • Gli spazi lavorativi “chiusi”, in quanto limitanti la libertà espressiva
  • Il “non va bene” come primo feedback alle proposte altrui. In altre parole, la tendenza a fare “l’Avvocato del Diavolo” invece che “l’Avvocato dell’Angelo”
  • Le presentazioni (esclusivamente) in PowerPoint, in quanto strumento di narrazione troppo rigido
  • Il “Timbro” e la “Firma” come espressione di rigidità organizzativa
  • La copia-conoscenza come forma di parziale deresponsabilizzazione dell’attività del singolo
  • La burocrazia del knowledge management
  • I piani di marketing come “rito”
  • La visione “industriale” invece che eco-sistemica

Tra le cose da adottare:

  • I “like” come atteggiamento mentale verso le nuove idee e i nuovi modi di fare
  • La capacità di dare feedback
  • Un maggior numero di occasioni di incontro tra le persone per progettare insieme: per esempio, laboratori, workshop, momenti anche destrutturati di condivisione (la macchina del caffè)
  • Lo sviluppo della partecipazione creativa
  • L’incentivazione del senso di appartenenza
  • La coltivazione della passione del fare e del partecipare
  • Lo sviluppo delle reti di individui e di aziende

Un’efficace sintesi di un comune sentire sulla necessità di far evolvere le organizzazioni ed il modo di lavorare si trova negli slogan che ciascun sottogruppo ha adottato per definire i propri desiderata :

1. Da dipendente a stupefacente: per sottolineare la volontà di valorizzare il contributo di idee e di pensieri del singolo al di là del ruolo in cui ciascuno è inquadrato

2. Da “ I have a plan” a “I have a dream”: per sottolineare la necessità di coinvolgere gli individui intorno ad un pensiero /ideale/ missione che faccia da motore delle energie e sia in grado di generare commitment

3. Da valutazione delle persone a valorizzazione delle persone

4. Da essere stereotipo ad essere atipico – per eleggere il valore delle originalità e del pensiero laterale a valore collettivo

5. Da presentare a narrare – per esaltare la maggiore efficacia di una comunicazione emozionale che lasci intravvedere una storia ed un percorso da seguire insieme

In sintesi: la rigidità e la ritualità di alcune strutture e prassi aziendali è un limite alla possibilità di far circolare le idee in una organizzazione, di fecondare il pensiero degli altri con il proprio o di beneficiare delle idee altrui.

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