Futuro: quali linee-guida per la Weconomy?

| May 31, 2011 | 1 Commento

Il concetto di “futuro” è un elemento-chiave in sé, complesso e in profondo cambiamento (anche a causa della crisi), che ha portato le Imprese a guardare più al “qui e ora”, perdendo di vista l’orientamento al futuro.

In sintesi, SOPRAVVIVENZA vs VISIONE.

Occorre capire e definire prima di tutto quale sia il concetto di futuro per un’Impresa, a chi ci si vuole rivolgere, con quale Cliente si intende dialogare per trovare nuove idee, definire business e prodotti etc.

Siamo certi che il futuro è ancora quello a 10-20 anni analizzato nelle ricerche delle tendenze più classiche?

Se guardiamo indietro, i cambiamenti immaginati negli anni ’50-‘70 hanno impiegato diverse decadi ad avverarsi in forme o funzioni paragonabili. Oggi, in realtà, l’orizzonte si riduce drasticamente, grazie anche alle possibilità tecnologiche e agli strumenti che stanno trasformando profondamente la vita delle persone.

(vedi a questo proposito il seguente intervento di Alessandro Baricco per Telecom: http://venicesessions.it/blog/2008/12/02/intervento-di-alessandro-baricco)

Il futuro è “finito”: cambia il tono, la retorica e soprattutto il “sogno”, un concetto entrato in crisi proprio come quello di futuro. La crisi sta incidendo sulla nostra capacità di immaginazione.

Alcuni spunti di riflessione:

  • È importante riflettere sul “senso” dell’Impresa e del futuro. Abbiamo le possibilità e le tecnologie ma il punto d’innesco deve necessariamente scaturire da un forte insight (“oggi mancano le idee”?)
  • Le Imprese sono fatte di persone, e sono le stesse persone che possono incidere profondamente sul proprio futuro
  • La necessità delle imprese di “democratizzare il futuro” al proprio interno, attraverso apertura, ascolto, coinvolgimento. La differenza rispetto a “ieri” e agli strumenti passati è che oggi il futuro è fatto di stimoli e idee più condivise. Nasce quindi la necessità di ripensare le “divisioni” dedicate alle analisi e alle ricerche cercando di rendere tutte le persone partecipi in ottica bottom-up
  • La riflessione sul futuro investe profondamente anche l’azienda al suo interno, la sua organizzazione e i suoi valori. Consapevolezza, educazione e umiltà sono alcune delle parole-chiave
  • Il futuro rischia di perdere la sua forza, perché tende ad essere una proiezione del presente. Le persone, spesso, non riescono a staccarsi dal presente.

Idee e stimoli per nuovi strumenti:

  • Guardare a scenari e ricerche molto proiettate sul futuro che mirino a rafforzare il “sogno” dell’Impresa, a dare forma e rendere tangibili quei concetti forti in grado di creare visione condivisa e, quindi, futuro
  • Ricominciare a utilizzare strumenti di analisi e di indagine che oggi sono stati forse progressivamente abbandonati. Nasce l’opportunità di condividere e creare cross-fertilization e guardare oltre la propria attività. Fare quindi knowledge e research sharing di ricerche, dati etc. potrebbe creare un racconto, un paesaggio più vasto, non limitato a una visione ristretta di settore
  • Coinvolgere le proprie persone (e anche i partner esterni), che possano raccontare come vedono l’Impresa da fuori con workgroup, situazioni ed esperienze out, di rottura,  che creino distanza dal quotidiano e dalle proprie abitudini e pregiudizi
  • Creare strumenti, anche vari e di diverso tipo; l’importante e che siano tools “always on” e non ad intermittenza o attivati sporadicamente. Dobbiamo avere sempre le “antenne accese”. Non esiste più quello che “succederà”: potrebbe accadere ora
  • Lavorare sulla contaminazione e,  per differenza, con quello che non vogliamo che sia il futuro
  • La crisi sta incidendo sulla nostra capacità di immaginazione: servono quindi strumenti che ci aiutino a “rivitalizzare” il concetto di futuro, che ci aiutino a guardare al futuro
  • Guardare ai propri clienti, interagendo e chiedendo feedback (due scuole di pensiero: le persone sono o non sono in grado di dare proiezioni interessanti sul futuro?)
Post scritto da:admin
  • Ritengo utile aggiungere a questo tema quello dell’importanza, spesso non sufficientemente riconosciuta, della visione aziendale.
    Credo che la visione sia la “stella polare” cui l’azienda dovrebbe mirare per la definizione delle proprie strategie, evidenziandone comunque la necessità di sottoporla a verifica/modifica nel corso degli anni.