Il Content Management? È sinergico

| November 10, 2014

Nel nostro Quaderno #7, appena uscito online e presto in versione cartacea, abbiamo parlato, tra le diverse dimensioni del Management, di quella che si occupa di content per restituire […] “un ruolo centrale 
ai contenuti, puntando sulla smaterializzazione per creare relazioni di senso tra brand, offerta e Clienti attraverso dinamiche di storytelling, sense-making e knowledge sharing”.

E se questo significa ‘aprire le porte’ del proprio sapere al mondo esterno, in che modo il mondo esterno reagisce a questa nuova iniezione di conoscenza, in che modo questa può essere utilizzata? In alcuni casi lo scopo principale del trasferimento di contenuti è puramente culturale e serve unicamente a stimolare un dialogo che può accrescere il valore sia dell’Impresa provider di contenuti che dei suoi interlocutori. In altri casi la relazione può avere equilibri e obiettivi molto diversi.

Consideriamo ad esempio Making. Questo progetto, parte di una più ampia strategia per rendere i prodotti Nike sempre più sostenibili, rappresenta un’istanza di content management all’avanguardia per gli scopi che si prefigge. L’azienda di sport e footware americana ha da un po’ di tempo iniziato a catalogare i più di 75.000 materiali presenti nella sua material library e a classificarli con un punteggio che misura il loro impatto ambientale e la loro sostenibilità a lungo termine. E Making che cos’è?

Making è l’app che mette a disposizione questi dati sulle dita di chiunque abbia uno smartphone. Per Nike, infatti, creare una cultura di sostenibilità non è solo un obiettivo aziendale ma è, e deve essere, un’aspirazione di tutti.  I giovani designer possono ora realizzare vestiti e calzature più earth friendly, imparando a produrre con metodi più ecocompatibili. E se questo, poi, aiuta anche Nike a trovare e assumere designer più sensibili e preparati sull’argomento, il circolo virutoso è completo.

Un altro esempio di questo tipo di dinamiche è la più recente Primer. Da ottobre Google ha infatti lanciato una nuova app che assiste aspiranti startuppers e non nella promozione delle loro nuove aziende con brevi lezioni di marketing sviluppate da Google e da esperti dell’industria. Anche in questo caso l’azienda di Mountain View sostiene e incentiva l’innovazione ‘senza chiedere nulla in cambio’. Innovazione che può però giovare anche al sistema integrato di piattaforme e prodotti Google.

Approcci sinergici, quindi, al Content Management che guardano sia al ‘bene comune’ che al valore aggiunto dell’azienda promotrice delle iniziative. Perché alla fine, parafrasando Barry Diller: la sinergia non è altro che una legge naturale.
Nel nostro quaderno, a pag. 31 trovate altri esempi di Content Management (c’è anche Weconomy!). Un click qui per leggerli

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