Scoprire i talenti con la Finestra di Johari

| July 3, 2014 | 2 Commenti

Prende il via la nostra rubrica dedicata ai tools, ossia agli strumenti – noti e meno noti – che in ottica di collaborazione possono servirci per gestire al meglio il nostro lavoro.
Obiettivo puntato per questa prima puntata sui service design tools e nello specifico sulla Finestra di Johari. Trovate questo contenuto anche sul nostro Quaderno #6 nella sezione dedicata al Local Talent. Per scaricare il quaderno vi basta un click a questo link.

Cos’è la Finestra di Johari?
La Finestra di Johari (sono le iniziali dei nomi degli autori: John Luft e Harry Lungham – 1955) è una matrice utilizzata in workshop formativi per esplorare le relazioni interpersonali e far emergere i talenti.  La matrice è composta da quattro quadranti. Le sessioni di workshop esplorano i quadranti della matrice.
Nella dimensione orizzontale si misura il grado di conoscenza che la persona ha di se stessa in termini di personalità, atteggiamenti, impressioni ed emozioni trasmesse agli altri. La dimensione verticale invece si riferisce al grado di conoscenza che gli altri hanno della persona.

La combinazione di queste due dimensioni porta all’identificazione di personalità, conoscenze, emozioni e capacità del singolo talento.

Perché usarla?

  • perché sviluppa la consapevolezza personale e fa emergere il talento (anche nascosto), apre una finestra sulla propria personalità;
  • perché aiuta a valutare se stessi, questo permette di aumentare la percentuale della conoscenza del singolo e delle potenzialità che sono dentro di lei/lui;
  • perché esplora le dinamiche di gruppo e gli aspetti di comunicazione interpersonale

Quando usarla?
La Finestra di Johari viene utilizzata in workshop e in percorsi formativi per aumentare la consapevolezza dei talenti espressi da un team, individuare i comportamenti da attivare per potenziarli e scatenare inter-relazioni inaspettate.

Come usarla?

Come si compongono i quadranti della matrice:

  • L’Io “manifesto” riguarda la sfera pubblica della personalità, atteggiamenti e comportamenti che assumiamo consapevolmente e di cui anche gli altri sono al corrente;
  • L’Io “cieco” riguarda il caso in cui nascondiamo alcune verità anche a noi stessi (siamo ciechi), mentre esse possono risultare evidenti agli altri;
  • L’Io “nascosto” riguarda la nostra capacità di simulare, inibire e/o mascherare le caratteristiche, pensieri che ci riguardano e di cui siamo consapevoli ma che deliberatamente nascondiamo;
  • L’Io “ignoto” rappresenta i fenomeni che ci riguardano ma che rimangono ignoti, sia a noi sia alle persone che ci circondano.

Conoscevate questo tool? Lo usate? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Giada

    Non conoscevo questo tool, ma mi sembra molto interessante e approfondirò la cosa. Ne pubblicherete altri?

  • Weconomy redazione

    @Giada: sì, ne pubblicheremo altri, resta sintonizzata! E grazie per la tua attenzione.
    La redazione di Weconomy