La sfida generazionale: un affare per veri follower

| June 17, 2016

Weconomy_millennials_Logotel_collaborazioneAl di là degli slogan sulle nuove generazioni, proviamo a immedesimarci nelle concrete relazioni e dinamiche in azienda. Certo, nuove sensibilità e personalità andranno ad incidere profondamente, ma è un fatto che relazioni e dinamiche esistano già e magari producano anche effetti positivi. La buona e sana competenza tecnica, quindi il dialogo sulle ‘cose stesse’ del proprio business, esiste ancora. Essere giovani e ‘dinamici’ non dispensa da conoscenze e competenze precise nell’organizzazione aziendale o del marketing, etc. Ecco perché una delle partite più interessanti, quindi, sembra essere quella che riguarda i soft skills. Il premio Nobel James Heckman ha legato il proprio nome al ruolo decisivo di queste abilità che si potrebbero definire proprio ‘relazionali’. Ora, tra queste ce ne è una, sulla quale sempre Bruce Tulgan svolge considerazioni interessanti, che merita qualche considerazione: la “followership”, la capacità di seguire.

Le nuove generazioni fanno fatica a seguire qualcuno. Seguire qualcuno ha tanti presupposti: fiducia nelle persone, nel tempo, nella realtà. È un mettersi a disposizione che per quanto esigente sia, richiede il riconoscimento di una autorevolezza (che, come è noto, è cosa diversa dall’autorità) magari anche solo ‘tecnica’. E sicuramente richiede una apertura al futuro (ricordatevi della risata del giovane applicant citato nella prima puntata…).
A qualcuno che è autorevole un giovane è disposto ad offrire ciò che ha, e non solo a sbattere in faccia l’idea o la pretesa preconfezionata che ha in testa. Ne abbiamo parlato tante volte: è una sfida che si vince con il significato delle parole, delle idee e delle azioni che si trafficano in azienda. E come le nuove generazioni fanno fatica a convivere con parole, idee e azioni che pretendono troppo e rivelano poco, allo stesso modo si ha il diritto di chiedere a un giovane la fatica di dar credito ad una storia che è iniziata prima di loro.

Ecco perché nuovi mezzi sono necessari per trafficare parole, idee e azioni. Parole, contesti, storie devono cambiare. Non è una sfida facile. Non ci sono tavole di concordanza che possono mettere in relazione vecchie e nuove generazioni. Il traffico dev’essere quotidiano e la relazione deve essere tra prossimi. Tutti devono essere disposti a lasciarsi spiazzare. Un altro nome (e un’altra sfida) per la collaborazione…


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