La we generation siamo noi

| July 15, 2011 | 3 Commenti

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La we generation siamo noi, una generazione sempre più volta ai valori di connessione, scambio e condivisione.

Grazie a internet la comunicazione ha subito un’evoluzione senza precedenti: ogni giorno milioni di persone si connettono tra loro condividendo storie, pensieri ed esperienze nonostante le distanze che le separano.

Siamo una generazione che non si accontenta più, una generazione che dice quel che pensa e lo fa attraverso gli strumenti messi a disposizione da un web sempre più libero, democratico e partecipativo.

La wegeneration esalta il valore dell’individualità e dell’esperienza del singolo ma allo stesso tempo ne colloca la sua massima espressione nella moltitudine. Lo scambio e la condivisione hanno reso possibile una simbiosi collaborativa che permette a ciascun individuo di esprimere le proprie peculiarità dando vita a una sinergia di gruppo.

L’essere diversi quindi non è più un limite, bensì una grande forza che, unita alla collettività delle idee, ha portato a un cambiamento di paradigma nel mondo dell’innovazione.

Internet stessa, che un tempo si limitava all’aggregazione dei soli contenuti, oggi si sta evolvendo verso una maggiore interazione tra i singoli utenti. Questa evoluzione, resa possibile da forum, community e social network, sta alla base della generazione del “noi” e ne definisce gli strumenti di condivisione e gli obiettivi, facendo sì che le competenze individuali, le diversità, confluiscano in un’unica direzione, come un fiume al mare.

Questi cambiamenti, riassunti nei concetti alla base della weconomy, hanno permesso a migliaia di giovani di reinventare la propria carriera professionale e talvolta di raggiungere anche successi imprenditoriali senza dover ricorrere a strategie d’impresa. E’ quindi evidente come il mondo aziendale e quello del marketing stiano subendo una trasformazione che vede come soggetto il singolo e le sue intrinseche capacità di realizzazione.

La mia esperienza personale è iniziata con l’avvicinamento alle piattaforme di blogging circa otto anni fa. All’epoca il web non era ancora di tipo partecipativo e la sua struttura appariva ancora piuttosto statica. A mio parere, blog e CMS sono stati la rampa di lancio per un internet più dinamico e accessibile. Grazie infatti ai sistemi di gestione dei contenuti la web-experience è divenuta possibile anche per l’utente medio.

Un’altro merito che spetta al blogging è quello di aver introdotto il concetto di feedback dando la possibilità ai lettori di lasciare commenti, critiche e opinioni personali ad articoli e contenuti. E’ venuta a crearsi così la prima forma di community che, nel caso dei blog, è stata definita Blogosfera.

I blog hanno anche permesso a molte aziende di presentare idee o nuovi prodotti poco conosciuti, di qualificarsi come esperti di un settore influenzando l’opinione pubblica e di creare un riferimento online per i propri clienti con cui gli stessi potessero interagire.

In ambito aziendale la nascita dei blog ha quindi rappresentato un avvicinamento al consumatore, ai suoi desideri e alle sue necessità. Ad oggi questo rapporto è divenuto una vera e propria cooperazione, ed Internet ne è il mezzo di comunicazione.

Con l’avvento della micro-informazione il weblogging si è trovato a dover affrontare una nuova forma di comunicazione più immediata, accessibile e democratica.

Obbligati ad adeguarsi ai nuovi standard, i blog hanno dovuto integrare al proprio interno gli strumenti di condivisione offerti dai social media e snellire i propri contenuti testuali optando sempre più spesso per contenuti multimediali di maggiore impatto sul visitatore: quelli che un tempo erano lunghi articoli di solo testo definiti “post” oggi sono un aggregazione di testi, immagini, video e slide esemplificative.

Il processo di adattamento vissuto dai blog però non è stato sofferto ma si è svolto secondo un chiaro rapporto di simbiosi: attraverso i social media, i weblog e i propri contenuti hanno tratto enormi benefici in fatto di visibilità dando origine ad una vera e propria rivoluzione delle tecniche di web marketing.

E’ impossibile determinare con certezza come si svilupperanno in futuro la comunicazione e gli strumenti che la caratterizzano, ma è evidente come questa sia sottoposta, fin da ora, a una continua evoluzione, di cui noi stessi siamo artefici e protagonisti. Il mio pensiero è che il web, in futuro, andrà sempre più incontro alle necessità di chi lo “abita” e sarà parte integrante di una nuova società e generazione di “nativi digitali”.


  • F Gemmani

    Caro Dario,
     non so se è solo dei giovani la prerogativa alla connessione, scambio e condivisione. Io faccio parte di una altra generazione rispetto la tua ( anagraficamente) per la quale questi stessi valori che citi erano creduti e agiti con forza anche se con mezzi diversi dagli attuali  e ci  educavamo a vicenda a difendere e allargare i nostri diritti, dare valore ai nostri desideri, mobilitarci contro le violazioni dei diritti altrui. La generazione dei “movimenti” dove il noi era  alla base delle nostre azioni, era la nostra forza. Sono stati anni di crescita dei diritti civili di tutti  e ognuno ne è stato artefice con le proprie modalità.
    Poi , io personalmente, ho comuinciato a lavorare in azienda ( professione formatrice)  e questo spirito mi ha alimentate sempre nel mio lavoro e nel rapporto con gli altri e con il “potere””.  La Wegeneration siamo anche  tutti noi. non credi?
    Fulvia 

  • Ciao Fulvia, 

    direi che la wegeneration è  definibile come vero e proprio valore piuttosto che un aggettivo applicabile ad una sola generazione.
    La wegeneration a cui assistiamo oggi è sicuramente un’evoluzione, favorita da tecnologie e sistemi informatici, di quello che un tempo era il vostro modo di vivere connessi e condividere pensieri o interessi.
    E’ evidente però come i socialmedia e le community online, un tempo inesistenti, abbiano rivoluzionato il modo di scambiare informazioni e introdotto la possibilità di relazionarsi con persone di ogni dove.
    Ciao e grazie delle tue considerazioni. 

  • Paola

    Concordo con l’analisi, anche se la realizzazione di questo universo la dobbiamo a quelli che oggi vengono definiti gli immigrati digitali 🙂 e non ai nativi digitali che però hanno sicuramente il merito di svilupparne le potenzialità generative in termini di cultura sociale e possibilità future.
    Mi preoccupano un po’ i cosiddetti “tardivi digitali” che mi sembra stiano rallentando il dialogo tra la wegeneration e altre realtà sociali importanti… forse è solo questione di tempo.