Le 7 notizie (secondo noi) più interessanti della settimana

| July 6, 2015
REFERENDUM-grecia

Mappa dei social media alla notizia della vittoria del no
(foto Huffington Post )

La settimana inizia con la notizia della vittoria del referendum della Grecia e “Oxi” – che in greco moderno appunto vuol dire no – è una delle parole più condivise sui social network.

Ma non di sola Grecia vive il nostro mondo e tante sono le cose che sono successe la scorsa settimana e che magari abbiamo notato nell’enorme flusso di notizie che ci arrivano ogni giorno via mail, via social  ecc…  ma sulle quali non ci siamo davvero soffermati.

Su Weconomy diamo il via a un nuovo appuntamento settimanale attraverso il quale rivediamo insieme 7 cose della settimana appena trascorsa che, a nostro parere, sono interessanti e alle quali vale la pena dare un po’ della nostra attenzione.

Un appuntamento che ci riproponiamo di fissarci ogni venerdì ma che questa volta, visto l’esito tanto atteso del referendum greco, avviene di lunedì.

Ovviamente, la nostra è solo una proposta di 7 news interessanti che riguardano il mondo della tecnologia, dei consumi,  del retail, del digital e anche la società, se ne avete altre segnalatecele pure tra i commenti.

La Grecia sui social network

Cosa sia successo in Grecia lo sappiamo: ha vinto il fronte del no e varie sono le previsioni di ciò che questo può implicare e tante le supposizioni, ma una cosa che forse non vi è capitato di vedere è come siano “esplosi” i social network alla vittoria del no del referendum indetto da Tsipras.
A raccontarlo un’infografica pubblicata da Huffington Post  che dà in un sol colpo d’occhio la portata dell’avvenimento di cui siamo testimoni e soprattutto il livello di partecipazione della “gente comune”.

Ripresa? Siamo ancora lontani

Qui Italia. Il Censis ha reso pubblico il 4 luglio il suo “Rapporto su un’eccellenza da condividere” realizzato per il Padiglione Italia di Expo 2015.

Stando alla ricerca, sono 2,4 milioni le famiglie italiane che in quest’ultimo anno non hanno avuto soldi sufficienti per comprare il cibo. Un dato sicuramente sconcertante e che fa vedere come la ripresa economica non sia ancora così vicina come spesso si dice.
Se da un lato, però, viene fuori il lato negativo, d’altro canto gli Italiani continuano ad amare il “loro” cibo: il modello italiano vince e convince e sono 29,4 milioni gli Italiani che se ne definiscono appassionati.

Sarà perché è una tendenza del web (sui social e sui blog il cibo viene raccontato in tantissime maniere e Giallo Zafferano e l’evoluzione che ha avuto in questi anni dimostra questa “passione”) o sarà l’attaccamento al Tricolore, fatto sta che sono tanti gli Italiani che si reputano intenditori della nostra dieta mediterranea, capaci di discutere in modo pertinente di preparazioni, ricette e tradizioni.

Uber: corse a cavallo per protesta

Come forse sapete, Uber Pop, il servizio che Uber ha creato per dare la possibilità a tutti di essere autisti e di venire così incontro alle esigenze dei Clienti, è stata bloccato dal Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso dei taxisti che hanno definito quella di Uber “concorrenza sleale”.

In attesa del parere dei giudici che avrebbero dovuto pronunciarsi il 2 luglio scorso, Uber ha organizzato delle corse a cavallo… gratuite prenotabili tramite l’icona UberClop dell’app di Uber.

Ovviamente, una provocazione da parte della nota azienda di San Francisco che ha dichiarato che questa sarà una delle tante iniziative definite provocatoriamente “ritorno al passato”. Uber ha anche ricevuto una multa per la mancata immatricolazione delle carrozze prenotabili, ma ha sicuramente ottenuto lo scopo di far parlare ancora di sé e di “diversificare” la sua protesta.

Intanto a Napoli c’è chi lancia il primo Uber per disabili. Si chiama “Amicar” ed è il servizio di trasporto a chiamata per disabili, anziani e persone con difficoltà motorie istituito dalla cooperativa Gesco Sociale.

Internet? No, Facebook

Sembra sconvolgente, eppure ci sono milioni di utenti di Facebook convinti di non navigare su Internet quando accedono al famoso social network di Zuckerberg.
L’anomalia è stata registrata per la prima volta 3 anni fa in Indonesia da Helani Galpaya, allora ricercatrice oggi CEO, che concludeva così il suo studio: “Sembra che nelle loro menti Internet non esista: solo Facebook”. Queste persone, non solo in Indonesia, pare non si rendano conto che Internet e Facebook non sono imprescindibili l’uno dall’altro.

Qual è la gravità della situazione? A parte una questione di semantica (ossia di specificare in quale luogo si trovano), è sempre più verosimile che per arrivare a comunicare con loro le aziende, le startup ecc… dovranno, se vogliono essere efficaci, passare tramite Facebook. Ne parlavamo qualche giorno fa con Riccardo Scandellari, blogger e giornalista: alcuni giornali già si stanno accordando per “cedere” i propri contenuti al social di Palo Alto tramite il servizio Istant Articles.

Google? Tutti contro o quasi… 

Lo diciamo tutti, specie nei contesti aziendali: per avere successo bisogna essere su Google. Ma non tutti sono d’accordo, anzi uno studio realizzato dai docenti Tim Wu  e Micheal Luca dimostra che i risultati di Google danneggerebbero gli utenti stessi e la concorrenza.  Non è sicuramente una scoperta sensazionale e dietro la ricerca c’è anche il data scientist di Yelp che con Google non ha proprio un bel rapporto, ma sicuramente è una notizia di cui tenere conto, in attesa che anche Google – che per ora ha taciuto – si pronunci.

Apple sfida Spotify

Una sfida all’ultima nota quella intrapresa da Apple Music nei confronti di Spotify. Apple ha infatti lanciato la sua piattaforma per la fruizione della musica in streaming che è già disponibile in 30 Paesi. Inoltre, offerta lancio: sarà gratis per 3 mesi.

Lambrate, un quartiere sempre più protagonista

L’1 e il 2 luglio in via Ventura 15 si sono svolti i workshop che Leroy Merlin ha organizzato insieme a Logotel nell’ambito del progetto 20.25. I workshop che hanno visto i collaboratori di Leroy Merlin fare innovazione nel vero e proprio senso della parola progettando e costruendo i negozi del futuro, rientrano nel Lambrate District Lab che ha visto anche la partecipazione attiva del quartiere di Lambrate.

Lambrate District Lab

Un momento del Lambrate District Lab

Come? Una selezione di cittadini e professionisti che vivono e lavorano nel quartiere che ha dato vita alla Lambretta è stata coinvolta in una mappatura del territorio per analizzare e comprendere l’ecosistema del quartiere di Lambrate (realtà commerciali, location potenziali e come potere creare una relazione con il negozio del futuro) e una mappatura dei bisogni dei cittadini, delle associazioni che operano nel quartiere e di una selezione di professionisti che lo hanno eletto come luogo di lavoro. Bisogni ed esigenze sono emersi grazie alle interviste fatte ai cittadini per le strade del quartiere. Inoltre, il 9, il 10 e l’11 sono stati allestiti sempre in via Ventura 15,

3 temporary lab, laboratori di comprensione e co-progettazione insieme ai cittadini di Lambrate.  Sicuramente una bella iniziativa di collaborazione e co-partecipazione che ha visto lavorare insieme Leroy Merlin e Logotel con il supporto dell’Associazione Made in Lambrate, studenti dell’ISIA di Urbino e professionisti della società cooperativa Co.Mo.Do per offrire un approccio multidisciplinare. Più info qui.

 

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