Nuove generazioni in azienda: una sfida molto concreta

| June 14, 2016

weconomymillenialsImmaginatevi questa scena: il dirigente di una finanziaria sta portando a termine un colloquio di assunzione con un giovane e promettente neolaureato. Tutto sta filando via liscio quando, proprio mentre il dirigente sta prospettando al candidato i vantaggi, anche economici, di far carriera in quella azienda, improvvisamente il ragazzo scoppia a ridere. Tra il seccato e l’allibito, il dirigente chiede conto di quella reazione. La risposta arriva pronta, e seria: «Signore, lei deve rendersi conto che per qualcuno nella mia posizione è molto difficile avere una qualsiasi fiducia in quelle promesse a lungo termine… Non è che non creda a lei, è che semplicemente non credo al futuro».

Questa scena, raccontata da Bruce Tulgan nel suo Bridging the soft skills. How to teach the missing basics to today’s young talent, uscito a settembre per i tipi di Wiley, ci racconta – per l’ennesima volta, forse – che c’è una sfida decisiva per l’economia collaborativa. La sfida generazionale. Certo, una sfida ormai ben nota, soprattutto agli esperti di marketing.
Il New York Times ha dedicato, nell’autunno scorso, un approfondimento alla questione guardando addirittura, oltre i Millennials, alla Generazione Y ed alla cosiddetta ‘Generazione Z’. Quella ancora più recente, che abita ancora le aule scolastiche. E Forbes si è sbizzarrita con un identikit piuttosto variopinto della vita (soprattutto digitale) di questa generazione. Certo alcune caratteristiche appaiono, anche all’occhio più disattento, radicalmente nuove. Si tratta di generazioni che portano (e porteranno) in azienda sensibilità non solo più fresche, ma anche altre rispetto a quelle che ci sono, come già Nicoletta Bernasconi aveva segnalato su questo blog tempo fa, guardando proprio al concreto contesto di impresa.

Una boccata d’aria in mezzo ad un fiume di retorica nella quale ogni Millennial è uno startupper alla Travis Kalanick ed ogni appartenente alla ‘Generazione Y o Z’ è un potenziale blogger di successo che farà tendenza e plasmerà le passioni di decine di milioni di persone.
Ci sono sfide più interessanti in tutto questo e certamente più realistiche, anche perché ormai urgenti. Proviamo a chiederci infatti quali abitudini di relazione e collaborazione questi ultimi Millennials (o i primi Z-generation) possono portare in azienda? E quali situazioni si verranno a creare nel momento in cui queste generazioni saranno ben dentro all’azienda?

Tra qualche giorno, la seconda parte di questo articolo.