Quaderni

In questa pagina potete scaricare e condividere i Quaderni della collana “Making Weconomy”, Quaderni per l’Impresa Collaborativa che Logotel, service design company, ha realizzato a partire dall’aprile 2012 fino ad oggi.
Il primo Quaderno della collana “Making Weconomy” è stato preceduto da due speciali We Cooperate e We Swarm.
Tutti i Quaderni sono rilasciati con licenza Creative Commons 3.0 Italia.

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Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice per una riflessione ampia e non esaustiva. La collaborazione tra generazioni è un’opportunità.
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P come P.O.P. Collaboration. Il decimo quaderno descrive lo spettro di significati assunti dall’io nei processi di collaborazione. 12 autori dai background diversi si interrogano sul ruolo dell’individuo che si riprogramma e si trasforma (Hyperself) e che collabora in maniera diffusa e spontanea, essendo consapevole del ruolo degli altri io coinvolti (Integrated Self).L’io come particella fondamentale della collaborazione.
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O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo un astronauta, un economista, un manager, uno scenarista e un medico e poi ancora designer, formatori, coach, community manager, tutte persone che vivono e lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta, alle opzioni e all’indecisione, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

 

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N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.
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Il settimo Quaderno esplora le dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) sono le 3 dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.
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L di Local per il sesto Quaderno lanciato durante la Milano Design Week e in contemporanea con l’avvio del progetto Made in Lambrate, di cui Logotel fa orgogliosamente parte. Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

 

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I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili piste di valore per le Imprese di cui parliamo in questo numero di Weconomy.
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HR: da Human Resources a Human (R)evolution, la “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiana”. Uno dei nostri quaderni più corposi che ha visto la collaborazione di tanti contributor esterni.
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C’era una volta il retail, c’è e soprattutto… ci sarà ancora? Se ne parla in questo terzo Quaderno attraverso 3 parole chiave: Empowerment, Feedback, Gamification, aspetti fondamentali del retail collaborativo.

 

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D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un Quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante la nostra mostra evento Making Together (MilanoDesign Week 2012).
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È il primo dei nostri Quaderni “Making Weconomy”. Lo dedichiamo alle prime lettere del nostro alfabeto per l’Impresa con l’obiettivo di (ri)scriverne il futuro: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo, un senso condiviso.