Quando il fallimento è positivo. Dal Failure Report al FailFest

| January 7, 2015

È difficile innovare senza fallire qualche volta.
Che siano gli insegnamenti appresi dall’errore fatto o che sia l’errore stesso a trasformarsi in idea rivoluzionaria ed innovativa (e di esempi ce ne sono tanti, dal Post-it Note alla penicillina) poco importa, è però fondamentale riconoscere il valore del fallimento nei processi creativi.

E c’è chi questa consapevolezza l’ha internalizzata.

Da 5 anni la canadese Engineers Without Borders, ONG che si dedica allo sviluppo internazionale, pubblica un Failure Report annuale nel quale i suoi dipendenti possono condividere i loro insuccessi. Questo non serve solo a esorcizzare la paura di errare facilitando la via all’innovazione, ma serve anche per apprendere dagli errori degli altri.

Nascondere i propri fallimenti e mostrare solo i propri successi può forse rassicurare in un primo momento i propri investitori, EWB sostiene però che quando questi si accorgono della quantità di cose imparate dalle esperienze andate storte, ci si rende conto che non importa più quanto si sbaglia, ma quanto non si sbaglierà in futuro.

Dall’esperienza del Failure Report sono nati due progetti spin-off: il sito admittingfailure.com, una comunità online nella quale è possibile condividere i propri fallimenti e leggere quelli degli altri, e Fail Forward, una consultancy che aiuta imprese a meglio sfruttare i propri fallimenti.

E se non bastasse, c’è anche FailFest, una conferenza annuale incentrata sulla potenza positiva del fallimento!

Infine, di fallimento e di come imparare dai propri errori parla David Damberger, durante un suo speech di qualche anno fa, ma a nostro avviso sempre attuale che, se volete, potete vedere cliccando sul video qui sotto:

Tutto questo per ricordare che, come sosteneva Edwin Land, “Un aspetto essenziale della creatività è non aver paura di fallire!”.

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