Cosa si intende per “social design thinking”? Perché applicarlo nel mondo delle community aziendali? E come? Lo scopriamo insieme a Luisella Peroni nel suo articolo “Community Thinking: spazio alle organizzazioni sociali” tratto dal Quaderno #2.
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È il momento di ripassare la terza lettera dell’alfabeto collaborativo: la C di Co. Coopetition, co-working, co-design, co-creation, co-development, non c’è quasi attività che non possa essere declinata “al plurale”. Scopriamo il caso Landshare.
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“Ultima chiamata per Weconomy”: era questa la provocazione di Thomas Bialas, futurologo e Scenario Architect Weconomy, dal Quaderno #1: un appello a non scordare – nel boom del “socialize everything” – un semplice ingrediente: il contenuto.
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La cosiddetta “disruptive innovation” non è mai, per definizione, “indolore”.
Il punto di vista e la personale esperienza del video designer Fabio Sibio a proposito di Apple, prosuming e strumenti per la creatività.
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È tempo di “do or die” per tutti. Se prima il concetto di “Beta Version permanente” valeva solo in ambito digitale, ora l’esigenza si sposta anche all’industria dei prodotti fisici. Quali rischi? Quali opportunità? Scopriamo di più in questo post sulla “B di Beta”.
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“L’(an)alfa-beta della progettazione, ovvero: come essere sicuri che qualsiasi cosa stiate progettando sarà un fallimento!”. Questo il titolo completo della riflessione di Daniele Cerra dal Quaderno #1 in materia di “beta version” e scambio del valore.
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A un mese di distanza dalla pubblicazione del nuovo Quaderno Logotel per HR più “umane” e collaborative, nuovi stimoli e nuovi impulsi sull’argomento, e una rassegna delle principali menzioni del quarto numero di Making Weconomy sui media.
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Nella tech industry ma non solo, in Brasile come in Finlandia: “swarming” e duplicazione del potere arrivano nelle imprese. Un modello utile per affrontare questo forte periodo di instabilità? Scopriamolo nel post di approfondimento sulla “A di Auto”.
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Un’impresa che intenda investire in pratiche di auto-organizzazione e, dunque, nell’intelligenza collettiva deve inevitabilmente investire nella “personal mastery”. Scopriamo insieme quali abilità comprende nell’articolo di Antonio Russo dal Quaderno #1.
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