Esperienze di vita, impatti sulla società. Un progetto educativo

Se proviamo a digitare nel più famoso motore di ricerca in Rete le parole “life skills”, in meno di 0,35 secondi appaiono 1.320.000.000 risultati che riferiscono a questo concetto. Le “competenze per la vita” che io forse definirei “competenze di vita” sono, nel contesto in cui ci muoviamo, indispensabili. La natura e la dinamica del…

Se proviamo a digitare nel più famoso motore di ricerca in Rete le parole “life skills”, in meno di 0,35 secondi appaiono 1.320.000.000 risultati che riferiscono a questo concetto.

Le “competenze per la vita” che io forse definirei “competenze di vita” sono, nel contesto in cui ci muoviamo, indispensabili. La natura e la dinamica del cambiamento (volatilità), la mancanza di prevedibilità (incertezza) e la difficoltà di comprensione profonda dei problemi (complessità); la nebulosità della realtà, il potenziale di fraintendimenti e i significati misti nelle situazioni, la confusione causa-effetto (ambiguità) contribuiscono a rendere sempre più obsoleti i classici set di competenze comportamentali (e anche manageriali) e domandano in modo sempre crescente un fondamento solido che ha a che fare con la conoscenza del sé, la consapevolezza del contesto e delle sfide del quotidiano.

Le life skill sono infatti l’insieme di attitudini umane acquisite tramite insegnamento o esperienza diretta che vengono usate per gestire problemi, situazioni e rispondere alle domande della vita di ogni giorno. L’utilizzo di queste skill ci dota della capacità di assumere comportamenti adattivi e positivi, per affrontare le insidie del presente, per essere persone e anche cittadini migliori. Sono competenze che, sia a livello individuale che sociale, rafforzano la capacità di assumersi responsabilità, che permettono di orientarsi con efficacia per proteggersi e promuovere sé stessi. Sono le capacità di sostenere le pressioni negative e le situazioni di rischio.

Riguardano le aree:
1. Sociale/interpersonale e relazionale: comunicazione, assertività ed empatia ecc.
2. Cognitive: per imparare a sapere, prendere decisioni, muovere il pensiero critico.
3. Emotive: per gestire le emozioni, accrescere il proprio locus of control interno, gestire lo stress.

Nell’esperienza Intesa Sanpaolo, l’investimento nello sviluppo di queste skill assume un ruolo centrale sia rispetto alle persone che lavorano in azienda, per sostenere il loro percorso di crescita professionale, sia verso l’esterno, verso la società.
La banca ha infatti progettato e realizzato un programma di formazione inclusiva rivolto ai bambini delle scuole elementari e medie, che investe proprio sullo sviluppo delle competenze trasversali per il futuro dei bambini per favorire l’inclusione e sviluppare comportamenti positivi.

Costruire le condizioni per realizzare esperienze concrete è il modo migliore per apprendere le life skill

La piattaforma di contenuti, cuore del progetto, fornisce gli strumenti per sviluppare il potenziale dei bambini attraverso l’apprendimento di quelli che saranno gli strumenti utili ai giovani per affrontare le sfide del futuro quali le capacità di pensiero critico e creatività.

Ai genitori, agli insegnanti in generale a tutti coloro che hanno a cuore la prevenzione e l’intervento sui fenomeni di disagio e fragilità dei bambini nella prima età scolare, il progetto offre un’ampia varietà di contenuti completamente gratuiti, utili ad approfondire le tematiche grazie a videointerviste di esperti, video didattici, percorsi narrativi, materiali e schede di supporto alle attività didattiche e per costruire l’esperienza.

Infatti le life skill possono essere apprese, specie nell’età scolare, ma anche in età adulta, soprattutto attraverso la loro sperimentazione pratica. Costruire le condizioni affinché si possa realizzare una esperienza concreta, reale, è il modo migliore per apprendere queste attitudini trasversali. Sperimentando possiamo immagazzinare conoscenza e, attraverso il rapporto diretto con le cose, possiamo aiutare i bambini a esprimere la loro curiosità e a trovare soluzioni.
Quali sono gli impatti e i benefici attesi? Quali sono i “ritorni positivi” quando queste skill vengono allenate? Naturalmente è particolarmente complesso misurare questo tipo di abilità “umane” con i numeri.

La letteratura in materia fornisce ora i primi studi sugli effetti a lungo termine dei programmi di apprendimento di life skills.
I risultati mostrano un immediato miglioramento della salute e del benessere psico-fisico dei giovani, delle loro abilità sociali e dei loro obiettivi di apprendimento.
Vi sono effetti in termini di minori disagi e maggiore inclusività sociale che sono sicuramente condizioni per creare una maggior qualità di vita individuale e collettiva.

Il progetto Webecome di Intesa Sanpaolo

È un programma educativo dedicato ai bambini. Offre a insegnanti e genitori informazioni, approfondimenti e strumenti per conoscere e affrontare alcuni dei temi del disagio delle giovani generazioni, trattati in positivo. Per esempio bullismo e cyberbullismo vengono affrontati con il valore dello stare insieme e della vicinanza; il cibo e la nutrizione come educazione al gusto; la diversità come unicità di ciascuno; le dipendenze lavorando sul concetto di benessere; l’educazione civica digitale con il valore della relazione, che è tale anche quando si interagisce in Rete.

Magazine

Kill Skill: un non catalogo di competenze
Issue 13

Kill Skill: un non catalogo di competenze

Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone. In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

Autore

Nicoletta Bernasconi

Nicoletta Bernasconi

Responsabile Relazioni con Università e Scuola – Intesa Sanpaolo