Quando il content management diventa relation management

Management Quando il content management diventa relation management

Il “content management” nelle imprese diventa un “relation management”, il luogo “etico” dove le persone e le imprese si incontrano per costruire una storia insieme. L’impresa non racconta solo una storia, diventa essa stessa contenuto. Ne parliamo in questo articolo tratto dal nostro Quaderno #7.

sintesi

Le imprese da sempre sponsorizzano progetti che ne raccontano un aspetto, veicolano conoscenze e storie (in una parola, messaggi), che diventano significativi nella misura in cui esprimono i valori di quell’impresa. L’identità non è un aspetto estraneo a questo processo ma ne rappresenta la matrice e, in qualche misura, il risultato. Fin qui nulla di nuovo. Oggi, però, facciamo i conti con un nuovo elemento che cambia e rafforza questo processo.
I contenuti diventano lo strumento con cui le imprese ottengono il diritto – o, meglio, il permesso – di parlare ai propri stakeholder e di guadagnarne di nuovi. Nell’era del “content overload” (che accade anche tra un’impresa e i propri collaboratori) fare centro significa progettare una serie di “occasioni” che facciano nascere il desiderio di dire “io c’ero”. Non si tratta più solo di proporre contenuti capaci di produrre valore rispetto ad un obiettivo. La pretesa diventa molto più alta.

Si tratta di condividere conoscenza capace di generare progresso nella vita quotidiana. La sfida da raccogliere non è solo quella di fare business, ma gestire progetti nei quali le persone si riconoscono. Tra imprese e persone nasce una relazione nella quale i contenuti rappresentano il punto d’incontro. L’impresa non racconta una storia, lo diventa: diventa essa stessa contenuto.

Non si tratta più di promuovere una storia e sperare che quante più persone vi si riconoscano. Il punto è, piuttosto, costruire occasioni in cui ciascuno possa contribuire a quel racconto.  I social media sono la “punta dell’iceberg” di una nuova struttura di pensiero che le persone hanno. Si chiama collaborazione, interazione, trasversalità. La domanda cruciale è quindi: “Cosa facciamo per le persone?”.

Il “content management” nelle imprese diventa un ” relation management”, il luogo “etico” dove le persone e le imprese si incontrano per costruire una storia insieme.

I social network e i social learning che gestiamo con i nostri Clienti, propongono ogni giorno contenuti che sono “scintille di apprendimento”, coinvolgono le persone e permettono loro di contribuire alla costruzione dei significati di cui la loro Impresa oggi ha bisogno. I palinsesti delle redazioni non solo veicolano conoscenze, non solo “danno voce”, ma forniscono alle persone la cornice dentro la quale la collaborazione e il racconto diventano significativi. Con i propri social media l’Impresa buca l’attenzione e diventa più credibile: rafforza la sua affidabilità, in senso pratico, e il suo esser degna di fiducia, in senso etico.
Le parole d’ordine di una community di persone sono credibilità e interazione. Solo in questo modo l’impresa porta i propri contenuti in uno spazio dove risuona l’eco di una storia vera, perché coerente (e non identica) da qualunque punto la si ascolti. Il senso di appartenenza diventa questione di collaborazione, apertura, contribuzione e conversazione in una staffetta dove diversi stakeholder possono inserirsi.

L’obiettivo del content management non è trattare temi in cui le persone hanno fiducia (o vogliamo che ne abbiano), ma dare una “catena di motivi” che portano le persone ad accordare la propria fiducia ad un messaggio. Non basta essere tempestivi. E’ necessario progettare il momento giusto nel quale l’impresa e le persone si incontrano. Il contenuto non deve solo creare valore, ma essere anche capace di catturarlo, proponendo occasioni di relazione e di ascolto.

Il contenuto diventa un “oggetto di ispirazione” intorno al quale si aggregano proposte, feedback, nuove storie, nuove persone e nuove “imprese”. Un contenuto efficace innesca la collaborazione, crea una serie di call to action alle quali le persone sentono di dover rispondere. Le community non si nutrono più solo dell’interesse che mette insieme le persone, ma delle storie che queste raccontano.
Storie di vendita, storie di progetti, storie di imprese, storie di vita.

Weconomy book

  •  Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato. 18844

    Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato.

    Il primo mattone che ha dato il via al progetto Weconomy. Weconomy, L’economia riparte dal noi esplora i paradigmi e le opportunità dell’economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori, Weconomy Book è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo. Un incubatore informale e aperto al contributo di tutti, per immaginare, creare e continuare ad innovare il futuro dell’economia.

Magazine

  • Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone.

    In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

  • Robot: l'automazione è collaborativa?

    Robot: l'automazione è collaborativa?

    R come Robot - Quali sono le possibili relazioni tra umani e tecnologia? Il tema è esplorato indagando in due sezioni le trasformazioni a livello sociale e aziendale. Una sezione dedicata alla mostra Posthuman (svoltasi durante la MDW 2017) conclude il quaderno. L'obiettivo di questo numero è quello di fornire spunti, quello di avviare un dialogo, di stimolare un'ulteriore esplorazione di diversi punti di vista.

  • Quid novi? Generazioni che collaborano

    Quid novi? Generazioni che collaborano

    Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle età, competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice. Perché la collaborazione tra generazioni è un’opportunità.

  • POP Collaboration: Point Of Presence

    POP Collaboration: Point Of Presence

    P come P.O.P. Collaboration. Il decimo quaderno descrive lo spettro di significati assunti dall’io nei processi di collaborazione. 12 autori dai background diversi si interrogano sul ruolo dell’individuo che si riprogramma e si trasforma (Hyperself) e che collabora in maniera diffusa e spontanea, essendo consapevole del ruolo degli altri io coinvolti (Integrated Self). L’io come particella fondamentale della collaborazione.

  • Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

  • Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.

  • Management: Cross, Self, Content

    Management: Cross, Self, Content

    M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.

  • Local: Talent, Community, Making

    Local: Talent, Community, Making

    L di Local.Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

  • Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.

  • HR: Human (R)evolution

    HR: Human (R)evolution

    La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.

  • Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

    Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

    C’è e soprattutto ci sarà ancora? Se ne parla in questo terzo Quaderno attraverso 3 parole chiave: Empowerment, Feedback, Gamification, aspetti fondamentali del retail collaborativo.

  • Design: (Re)shaping Business

    Design: (Re)shaping Business

    D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.

  • Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.