I supereroi del futuro. Se per predire bisogna conoscere

Articoli I supereroi del futuro. Se per predire bisogna conoscere

In che modo si possono predire gli scenari di consumo futuri? Esploriamo un paio di strumenti usati durante una lezione tenuta all’università londinese Central Saint Martins per una Summer Class di trend forecasting.

Carte, fondi di caffè, sfere di cristallo, direzione dei venti e viscere d’animale. Il desiderio di prevedere il futuro ha sempre fatto parte della natura umana, con metodi più o meno efficaci, più o meno cruenti. Fin dal sesto secolo prima di Cristo c’era però chi diceva che ‘chi conosce, non predice. Chi predice, non conosce’. La saggezza del poeta cinese Lao Tzu oggi funzionerebbe, però, meno.

Nonostante i tempi incerti e liquidi nei quali viviamo, è, infatti, ancora possibile e necessario identificare e riconoscere elementi per indurre e dedurre micro e macro patterns all’interno della società. Oggi si potrebbe forse dire che ‘per predire si deve anche conoscere’. È così che in università ci sono corsi che insegnano a esplorare le possibilità del futuro.

Qualche mese fa mi è capitato di tenere un workshop, assieme a Taira Colah (trend researcher originaria di Mumbai), a un gruppo di aspiranti profeti di trends. La summer class della Central Saint Martins si intitolava: Cross-Discipline Trend Forecasting For Beginners.

Sebbene la struttura principale della lezione non sia stata ardua da produrre ci siamo, però, scontrati con la difficoltà di creare delle attività che potessero aiutare gli studenti a riflettere su cosa significasse realmente ‘predire il futuro’.

Dopo un po’ di ricerca abbiamo definito assieme a Luca Beckerson, il tutor del corso, un percorso diviso in due parti principali che aiutasse gli studenti a definire le dinamiche che regolano gli scenari culturali attuali per poi proiettarli, elaborandoli per il mondo del 2025. Gli strumenti utilizzati attingono in maniera destrutturata sia a istanze sociali che all’immaginazione e all’intuizione degli studenti. In questo senso le attività svolte sono molto utili anche durante sessioni di brainstorming.

IL SUPER EROE…

I fumetti e i film raccontano spesso (con qualche licenza narrativa) la struttura e gli elementi più rappresentativi della nostra società. In particolar modo, i supereroi (o i loro arci nemici) sono personificazione di questi simboli e umanizzano, in maniera iperbolica, le opportunità e i problemi del mondo del quale sono figli.

È per questo che, come prima attività (ispirata ad un esercizio di Louisa Einrich), abbiamo chiesto agli studenti di creare il supereroe (o il supercattivo) del 2025. Ciascun personaggio doveva avere un nome, un superpotere, un nemico contro il quale combattere, un’identità segreta…

La necessaria riflessione sulle radici attuali di problemi/opportunità future ha guidato alla creazione di diversi eroi con diversi superpoteri. C’erano figure ambigue che controllavano le identità digitali dei diversi individui della società e c’erano quelli che si battevano per l’illuminismo intellettuale creando però a loro volta una religione. Le metafore e le similitudini prodotte da questa attività hanno aiutato a estrapolare, astraendole, le cause che stanno generando i macrotrends. In maniera coinvolgente e fantasiosa.

…VA A FAR LA SPESA

La seconda attività sfruttava il lavoro fatto nella prima. L’identità segreta del supereroe nel 2025 si reca nel suo negozio preferito e acquista qualcosa. Quest’esercizio, seppur legato ad un modello scenaristico più tradizionale, è stato affiancato dal modello di descrizione delle esperienze fisico-digitali descritto da Pine e Korn nel loro Infinite Possibility. La matrice tridimensionale incrocia tempo-spazio-materia definendone anche i loro opposti e creando per ciascun’area della matrice una dimensione d’esperienza. Si hanno, quindi, dimensioni che tengono in considerazione tutte e tre le componenti (spazio/materia/tempo) quelle che le negano tutte (no-spazio/no-materia/no-tempo) e tutte le permutazioni nel mezzo.

Per una descrizione più accurata dello strumento si rimanda a questo link (e sarà anche argomento di un nostro prossimo post). L’attività ha comunque guidato gli studenti a creare degli scenari d’acquisto futuri rispondendo a domande come: come ci si muoverà tra 10 anni? quali brands saranno ancora rilevanti? quali saranno le dinamiche di scambio nei negozi? esisteranno ancora i negozi?

E se non risulta così facile rispondere a queste domande, forse si dovrebbe provare ad iscriversi ad un corso di trend forecasting! Perché sebbene Niels Bohr sostenga che ‘fare previsioni è difficile, specialmente se riguardano il futuro’, non vuol dire che non ci si possa provare. Divertendosi!