Quando le grandi narrazioni si dissolvono, guardiamo alle aspettative extralarge
In un mondo frammentato, dove il futuro sembra scomparso, le trasformazioni non nascono da soluzioni miracolose ma da aspettative emergenti ancorate alla realtà. Anti-problemi e micro-pratiche diventano strumenti per leggere il presente, attivare sperimentazioni e costruire nuovi orizzonti condivisi, senza negare la complessità.
Per il futuro del digitale, ripartiamo dalla materialità vivente
Internet come promessa emancipatoria è “morto”, ma resta come spettro dentro piattaforme e algoritmi. Tra fediverso, materialità di hardware e AI, il pezzo esplora un post-digitale segnato da tensioni politiche e militarizzazione.
Mappare l’invisibile: l’uso della network science per comprendere organizzazioni e comunità aziendali
Dietro ruoli e processi, le organizzazioni funzionano come reti di relazioni. La network science analizza post e risposte di una business community della rete vendita (10/2023–7/2025) per capire come circola l’informazione. Si vede un nucleo molto attivo, una periferia e pochi utenti chiave che tengono la rete connessa anche quando qualcuno esce.
Saper leggere e progettare la cibernetica delle community. Sono organismi viventi: da orientare, nutrire e misurare per ciò che vuoi ottenere
Le community sono organismi sociali da progettare, nutrire e misurare in base all’impatto desiderato. La cibernetica aiuta a leggere dove si genera l’energia collettiva e come orientarla. Non basta una community “energica”: servono rituali, cultura e management per guidare azioni e trasformazione.
Collaborare con l’oracolo. Competenze di base e sfide cognitive per navigare l’era generativa
Le AI generative entrano nello studio e nel lavoro ma migliorano con deep research e RAG, riducendo le allucinazioni, rischiando di sostituirci a lavoro. Occorre quindi formarsi di più, costruendo competenze di cittadinanza digitale. Vanno usate in affiancamento, non al posto del pensiero.
Interagire con l’AI per (ri)scoprire il piacere dell’incompletezza
Con le AI generative la relazione cambia: da strumento a interlocutore. Cinque protocolli di interazione – esplorativo, verificativo, delegativo, interrogativo e dialogico – aiutano a rendere esplicite pratiche e responsabilità. In azienda servono trasparenza, cultura condivisa e leadership generativa.
Intelligenze estese al servizio di problemi reali
In un mondo frammentato le aspettative extralarge emergono da segnali e pratiche. Per le intelligenze significa uscire dalla corsa ai benchmark e radicarsi sui problemi reali, agency umane e non. Anti-problema e igiene cognitiva estesa aiutano a evitare workslop negli spazi agentici.
Estetiche della diversità e della condivisione. Per tornare a generare cambiamento
Mettere in discussione l’idea che non esistano davvero alternative al branding ideologia disumanizzante che colonizza anche il no-profit. Il post-branding invoca trasparenza open-source e pratiche partecipative, mentre l’AI gestisce il prevedibile e al design resta il compito umano di creare legami.
Aspettative ed estetiche: la bellezza come collante sociale
Nel Weconomy 17 la bellezza torna bisogno collettivo e collante sociale: non ornamento, ma incontro relazionale che spiazza, ridispone le percezioni e muove al fare. In un mondo standardizzato (anche dall’AI), estetica e design diventano laboratorio di nuovi linguaggi autentici e condivisi.
Cosa aspettiamo? L’immaginazione si nutre delle esperienze che sperimentiamo
In un presente “FLUX” non basta attendere il futuro: servono azioni concrete e sperimentazione. Le nuove aspettative sociali diventano una bussola per immaginare e fare insieme, ripensando metriche e uso responsabile dell’AI nelle reti.
Le monde (des affaires) diplomatique. Diplomazia come unica futura via?
La geopolitica entra nel business: non è più un tema per specialisti. Con crisi sovrapposte e nuovi blocchi, le imprese devono leggere mercati, regole e consumi come segnali politici. Quando i grandi litigano, i piccoli soffrono. Serve un’impresa “diplomatica”: capace di adattarsi, capire culture diverse e costruire collaborazione.
Viviamo tempi FLUX: strategia e leadership nell’era dell’AI
In tempi FLUX, al leader non basta descrivere l’incertezza: deve agire. Il modello propone quattro lenti – Fast, Liquid, Uncharted, Experimental – per decidere più in fretta senza perdere la rotta: Stella Polare chiara, scelte Tier 1/2, sprint e micro-esperimenti. Fiducia, valori e reti tengono insieme ritmo ed esecuzione nell’era dell’AI.
