Or: una definizione

Future Or: una definizione

La scelta, per sua natura, necessita di opzioni e si sviluppa partendo dalla dimensione dell'incertezza, per esplorare modelli futuri. Attraverso dinamiche interrogative si tracciano percorsi diversi grazie ad approcci option-design oriented, addentrandosi nel regno della scenaristica speculativa.

sintesi

Alla prima mossa di una partita di scacchi il bianco ha 20 possibili giocate, 20 possibili combinazioni sulla scacchiera. Alla seconda mossa le partite potenzialmente giocate sono 400, alla terza 8902. Il numero di partite possibili, detto anche numero di Shannon, è stato stimato essere attorno alle 10123. Nell’universo osservabile ci sono circa 4x1081 atomi. Tra il presente (una scacchiera prima dell’inizio di una partita) e il futuro (una qualsiasi partita giocata) ci sono virtualmente infinite possibilità. È comprensibile quindi come OR sia un elemento centrale nel processo di scelta. OR viene definito dall’enciclopedia online Wikipedia come una congiunzione che “presenta un elemento o un’idea alternativa”. Nella sua semplicità e brevità, questa parola ha la funzione logica non banale di implicare un intervallo di opzioni. Il processo di scelta comporta l’esistenza di un cono di possibilità che, una volta analizzate e valutate, costituiscono le strade strategiche percorribili. L’esplorazione delle opzioni, risiedendo nel futuro, necessita dell’uso di immaginazione. Questa può essere utilizzata per creare finzioni o ipotesi, come definito da Vaihinger. La differenza tra le due categorie è che l’ipotesi cerca di tracciare un’immagine adeguata di una realtà non ancora conosciuta e prova a delinearla in maniera oggettiva e corretta, la finzione nasce come rappresentazione che si discosta dalla realtà a priori, contraddicendola deliberatamente. L’obiettivo dell’esplorazione determina poi se l’immaginazione è utilizzata per produrre finzioni, futuri speculativi che sfidano lo status quo provocando riflessioni critiche rispetto a ciò che dovrebbe/potrebbe accadere o per creare ipotesi che aderiscano più strettamente al plausibile, al contingente. Questo significa disegnare nuovi flussi per esplorare modelli futuri; significa gestire quelle organizzazioni che, attraverso dinamiche interrogative, tracciano precorsi diversi grazie ad approcci option-design oriented, addentrandosi nel regno della scenaristica speculativa o della progettazione strategica.

Weconomy book

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    Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato.

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Magazine

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    Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone.

    In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

  • Robot: l'automazione è collaborativa?

    Robot: l'automazione è collaborativa?

    R come Robot - Quali sono le possibili relazioni tra umani e tecnologia? Il tema è esplorato indagando in due sezioni le trasformazioni a livello sociale e aziendale. Una sezione dedicata alla mostra Posthuman (svoltasi durante la MDW 2017) conclude il quaderno. L'obiettivo di questo numero è quello di fornire spunti, quello di avviare un dialogo, di stimolare un'ulteriore esplorazione di diversi punti di vista.

  • Quid novi? Generazioni che collaborano

    Quid novi? Generazioni che collaborano

    Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle età, competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice. Perché la collaborazione tra generazioni è un’opportunità.

  • POP Collaboration: Point Of Presence

    POP Collaboration: Point Of Presence

    P come P.O.P. Collaboration. Il decimo quaderno descrive lo spettro di significati assunti dall’io nei processi di collaborazione. 12 autori dai background diversi si interrogano sul ruolo dell’individuo che si riprogramma e si trasforma (Hyperself) e che collabora in maniera diffusa e spontanea, essendo consapevole del ruolo degli altri io coinvolti (Integrated Self). L’io come particella fondamentale della collaborazione.

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    Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

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    N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.

  • Management: Cross, Self, Content

    Management: Cross, Self, Content

    M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.

  • Local: Talent, Community, Making

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    L di Local.Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

  • Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

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  • HR: Human (R)evolution

    HR: Human (R)evolution

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    Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

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  • Design: (Re)shaping Business

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    D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.

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    Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.