COSA Il Behavior Model – ideato in questa forma dal fondatore del Persuasive Technology Lab della Stanford University BJ Fogg – mette in relazione la motivazione delle persone, il loro grado di abilità e la natura dei “triggers” (o “attivatori”) per spiegare le ragioni del successo o del fallimento di un’azione di engagement: da quelle più “banali” come l’utilizzo o meno di un servizio da parte di un utente fino a quelle più profonde come la partecipazione o meno a processi di cambiamento. COME – l’iperbole che divide in due parti il quadrante segna la soglia di successo dell’azione: al di sotto di essa, l’ingaggio fallisce e il tentativo di cambiare un comportamento non va a buon fine. Al di sopra, l’ingaggio ha successo e il comportamento della persona “cambia”; – i due assi cartesiani segnano le variabili, tra loro indipendenti, della motivazione della persona (asse y – da bassa ad alta motivazione) e della “facilità” dell’azione richiesta (asse x – da azione difficile che richiede alta abilità ad azione facile che ne richiede poca); – lo schema dimostra che ad andare a buon fine possono quindi essere sia richieste di cambiamento “difficili” ma che possono contare su un’altissima motivazione da parte delle persone, sia richieste di micro-cambiamenti “facili” che non richiedano effort signficativi. PERCHE’ – perché la partecipazione è questione di ingaggio, e l’ingaggio va progettato tenendone in considerazione tutte le variabili: non solo la facilità di accesso (asse x) ma anche e soprattutto il cosiddetto Motivation Design (asse y), ciò che induce le persone a fare o a non fare, a cambiare o a non cambiare. QUANDO – il Behavior Model è particolarmente flessibile: si adatta a fare da strumento di progettazione per questioni molto concrete e specifiche (“questa azione di marketing o comunicazione andrà a buon fine?”) come anche per innescare nuovi comportamenti nelle persone all’interno delle organizzazioni.
Service Design Tools: Behavior Model
Un tool che mette in relazione la motivazione delle persone, il loro grado di abilità e la natura dei “triggers”.

Magazine
HR: Human (R)evolution
La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.
Autore
Redazione Weconomy
Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell'impresa collaborativa. Weconomy esplora i paradigmi e le opportunità dell'economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione.
Articoli correlati
Il cimitero delle comunità
Le comunità trasformative sono sistemi viventi: possono prosperare, ma anche spegnersi. Ci sono elementi che, se non vengono gestiti, intossicano la vita di una comunità e ne neutralizzano il potenziale.
Local FAQs. Dialogo sul territorio e le sue “dimensioni”
Quali sono le tre dimensioni attraverso cui si anima il territorio? E cosa intendiamo quando parliamo di local? Che fine ha fatto invece la globalizzazione? Tutte le risposte (ma anche le domande) in questo dialogo sul territorio.
La sostenibilità come solidarietà tra generazioni
Non si può affrontare la sostenibilità in azienda senza attivare un percorso di cambiamento complessivo, che coinvolge anche l’impegno delle persone.
Il Self Popcorn – Il giusto tempo e organizzazione
Quali sono gli ingredienti che permettono a un team di trasformare il contesto, di cambiare lo status quo?
Wiki: ME
La singola persona è il punto di partenza. Valorizzare il talento individuale, infatti, è diventato un mantra.
Engage. Envision. Evolve. L’energia che alimenta la relazione
La visione Weconomy di una selling strategy: circolare e composta di momenti che generano coinvolgimento (Engage), una visione condivisa (Envision) e la crescita di una relazione che continua a generare valore (Evolve)
L’intelligenza delle cose
Ora che gli oggetti sanno comunicare, cosa cambia? Come possiamo allenare gli oggetti intelligenti e gli umani che con loro interagiscono?
I comportamenti fanno la differenza
La ‘collavorazione’ come attitudine di ogni persona che partecipa ai processi all’interno dell’impresa.
Design: senso e servizio
L'approccio strategico al servizio crea nuove opportunità di business per l'impresa del fare e genera valore per il Cliente.