Cosa Ispirato allo strumento elaborato da Robert Dilts negli anni ’80, il modello si fonda su un presupposto fondamentale: ci sono dei “fattori” (i livelli logici, appunto) che influenzano le nostre azioni, e alcuni di questi hanno maggior rilevanza rispetto ad altri. Il modello sviluppato sposta la prospettiva piramidale appiattendo i livelli gerarchici e concentrandosi sulle interazioni fra le diverse aree. Perché Riuscire a mappare la realtà definendo tutte le aree che influenzano azioni, situazioni, percezione e autopercezione è di fondamentale supporto per poter comprende come agire e modificare alle origini le dinamiche che influenzano le proprie esperienze. Quando Questo modello ispirato ai livelli logici è uno strumento formidabile per comprendere, interpretare e governare: – Il cambiamento organizzativo, – Le difficoltà relazionali, – Le performance non all’altezza delle attese, – Il livello al quale si collocano gli ostacoli alla crescita, per poi neutralizzarli. Come Le aree concentriche sono 5 (più 1): ambiente, comportamento, capacità, valori e convinzioni, identità, mission (intesa come scopo personale). La funzione di ogni area è quella di organizzare l’informazione dell’area immediatamente più ampia. Di conseguenza, un cambiamento su una certa area avrà delle conseguenze sulle aree più estese. Ad esempio, le convinzioni di un individuo sono in grado di incidere pesantemente sia sulle capacità che sul comportamento. Per cui, se grazie al modello si identifica un ostacolo collocato sull’area delle convinzioni (ad esempio sulla propria capacità di apprendere), agire strategicamente per modificare queste incide notevolmente sullo sviluppo delle capacità stesse e sui comportamenti che ne derivano.
Service design tool: Circle Map
Un service design tool ispirato ai livelli logici di Dilts.

Magazine
Management: Cross, Self, Content
M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.
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