Now we can do anything. So, what will we do?

“Ci siamo impegnati per anni a costruire un mondo di possibilità. La prossima sfida è liberarcene”.

Dal Quaderno #9, da poco pubblicato, proponiamo quest’articolo a firma di Gianluca Alderuccio – Art Director di Logotel – che ci parla di Decision Fatigue e del ruolo dell’Anticipatory Design nel processo di facilitazione della scelta.

È la formula dell’iper-scelta come risposta ad ogni possibile necessità umana che ci ha spinti prima a costruire supermercati-monstre con km di scaffali e migliaia di prodotti, poi si è tradotta in store virtuali con cataloghi sterminati di articoli da farci spedire a casa in pochi click, infine in milioni di app e servizi che promettono di rispondere ad ogni nostra possibile esigenza quotidiana.

Internet e le tecnologie digitali ci hanno regalato un’abbondanza di scelta e di informazioni al servizio di questa scelta che indubbiamente ci si è, in qualche modo, semplificati la vita. Ma ci si è anche resi tutti schiavi della “tirannia della scelta”. E il risultato finale è che siamo, secondo alcuni studi, appesantiti da qualcosa come 35.000 micro-decisioni al giorno. È il ben documentato fenomeno della “fatica da decisione” (Decision Fatigue): il tempo, l’attenzione e lo stress necessari ad una scelta aumentano, proporzionalmente, all’aumentare del numero di opzioni possibili. Oltre al fatto di esporci quotidianamente al rischio di continue piccole o grandi decisioni sbagliate, inutili o dannose: dalla salute alle finanze, dall’educazione al lavoro.

C’è però una via d’uscita che emerge, da qualche tempo, a cavallo tra design e tecnologia: la sfida di creare prodotti, servizi ed esperienze che eliminino dalle nostre vite le scelte non necessarie o che le prendano per nostro conto, liberandoci per dedicarci a ciò che consideriamo realmente importante. Si chiama “Anticipatory Design” e in verità è già da tempo intorno a noi: fatto di motori di ricerca semantici, algoritmi predittivi, applicazioni, servizi o prodotti intelligenti in grado di conoscerci talmente bene da imparare ad anticipare i nostri bisogni o a risolverci un problema prima ancora che si presenti (es. Google Now). In fondo si recupera, in salsa digitale, una vecchia abitudine analogica: quando in un negozio ci si trovava di fronte a un dilemma sulla scelta, si chiedeva al venditore: “Lei che cosa mi consiglia?’ Non riesco a scegliere.” Lo stesso vale quando passiamo dall’altra parte e da utenti ci mettiamo nei panni di chi progetta o crea un brand, un servizio, un prodotto, un’esperienza. È ciò che la frase del titolo (*cit. Bruce Mau, Massive Change) identifica come il dilemma principale di ogni progetto: ora che siamo in grado di fare/realizzare pressoché qualsiasi cosa riusciamo a immaginare, cosa facciamo? Scegliere/decidere è a questo punto più difficile e problematico che immaginare e realizzare.Ci sono così tante informazioni e strumenti e opzioni percorribili che nel tentativo o nella paura di perderne qualcuna o di sbagliare ci troviamo di fronte a un blocco conosciuto anche come “paralisi delle opzioni” o “fear of missing out” (FoMo), la paura di perdersi qualcosa. Ma anche in questo caso a venire in nostro aiuto nel processo decisionale è il Design nella sua dimensione anticipatoria e predittiva.

Con gli strumenti del Design possiamo oggi visualizzare, prototipare e misurare gli effetti di una o più soluzioni prima di renderle operative, di investirci del denaro, o di immetterla sul mercato. Possiamo testarla, valutarla, metterla a confronto. Fatto questo avremo una motivazione più forte e informazioni più utili per poterci prendere la responsabilità di decidere. In fondo il bello del Design è che è un’azione che ha dietro un pensiero critico ma a differenza della critica si assume la responsabilità dell’azione.

Scarica gratuitamente la versione integrale del Quaderno #9 (file .pdf)

Magazine

Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua
Issue 09

Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

Autore

Gianluca Alderuccio

Gianluca Alderuccio

Creative Director, Brand Director, Logotel