Ipersensi e iperesperti – Quando uomini e tecnologie collaborano

| June 16, 2017

Il Quaderno Weconomy #11 si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica in azienda. La tecnologia è senz’altro elemento distintivo tra generazioni distanti nel tempo e il rapporto tra uomo e tecnologia diventa tema cruciale nel dibattito. Cosa accadrà nei prossimi anni?

 

Se ci pensate la tecnologia, nei secoli, non ha fatto altro che inventarsele di tutti i colori per collaborare con noi. Più meno lo scopo è stato sempre quello: aiutarci a potenziare le nostre capacità e farci superare alcuni nostri limiti naturali. Sin dall’invenzione dell’aratro uomini e macchine non hanno fatto altro che ricorrere a una necessaria collaborazione artificiale. Gli occhiali che io indosso, primo modello di wearable technology diremmo, non sono che un esempio di tecnologia che collabora intimamente con me, tutti i giorni, continuamente. Mi aiutano a superare i limiti del mio astigmatismo.

La possibilità di potenziare o di ampliare i nostri sensi come individui o di disporre di più acume professionale per vedere, analizzare, sentire o valutare il mondo che ci circonda è essenzialmente il risultato di una necessaria collaborazione tra uomini e tecnologia. La collaborazione è con ogni forma e sostanza: un sistema meccanico, un dispositivo elettronico, un robot o un sistema informatico e sempre più con strumenti di intelligenza artificiale.

IBM Research ha recentemente pubblicato uno studio prospettico e intrigante nello stesso tempo dal titolo “The invisible made visible”, individuando 5 tecnologie che nei prossimi 5 anni potrebbero cambiare la nostra società e che costituiscono un esempio di come, grazie alla collaborazione artificiale, ci è permesso vedere ciò che è invisibile.

Questa analisi pone al centro della propria valutazione la collaborazione tra uomini e tecnologia (fatta di oggetti concreti, ma anche di algoritmi, di dati digitali, di strumenti, di apprendimento automatico) e se le 5 tecnologie matureranno ci permetteranno di vedere la realtà che ci circonda in modo nuovo e re-interpretarla, in qualche caso, un po’ come il Telescopio ha permesso a Galileo, qualche secolo fa, di dimostrare, addirittura, l’invalidità di un’importante teoria generale, quella che vedeva la Terra al centro del cosmo.

Nei prossimi 5 anni:

– Grazie all’Intelligenza Artificiale, l’analisi del nostro linguaggio, delle parole che usiamo e di come ci esprimiamo diventerà un canale per rilevare lo stato della nostra salute mentale, quasi una nuova forma di stetoscopio per le malattie mentali.

– L’ipervisione, combinata all’Intelligenza Artificiale, ci consentirà di avere dispositivi portatili in grado di farci vedere oltre la luce visibile. Potremmo in sostanza analizzare con i nostri occhi potenziati gli elementi nutritivi di un cibo o se un farmaco è contraffatto.

– I macroscopi ci aiuteranno a comprendere la complessità della Terra e dei sistemi che la caratterizzano. Dopo che persone e relazioni hanno una trasposizione digitale è la volta degli elementi fisici che ci circondano. Con il macroscopio potremmo analizzare le proprietà in modo sistemico di un sistema fisico complesso combinando molteplici variabili.

– Veri e propri Nano-Laboratori di Analisi “on-a-chip” avranno il ruolo di isolare e analizzare marcatori biologici in nano particelle (DNA, Virus, esoni) circolanti nei fluidi corporei, rilevando l’insorgenza di patologie o infezioni prima che appaiano sintomi.

– I sensori intelligenti, come degli ipernasi, saranno in grado di rilevare inquinanti nell’ambiente alla velocità della luce.

Tutti questi esempi non sono altro che una ulteriore ondata di nuove forme di collaborazione artificiale, il cui scopo è quella di fornire a noi umani o a noi professionisti nuove opzioni per risolvere un problema o semplicemente darci la possibilità di vedere l’invisibile.

 

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