Oops: una definizione

La scelta implica un momento di rottura rispetto allo status quo. Quindi è necessario giungere a dei momenti di realizzazione nei quali si mettono in discussione i vecchi mindset per generarne di nuovi e alternativi.

Rischio, incertezza, errore sono tutti segmenti che costituiscono la figura poligonale del processo di scelta. L’inaspettato può generare dei momenti di realizzazione che smantellano le certezze precedenti e generano nuovi interrogativi. Questi sono i momenti OOPS. L’enciclopedia online Wikipedia definisce OOPS come “un’esclamazione fatta in risposta all’osservazione di un piccolo errore, solitamente scritta ‘OOPS!’ in inglese”. In questo contesto l’errore è inteso come l’imprevisto che scatena l’urgenza, l’innesco alla necessità di trovare la domanda giusta al momento giusto. Ed è solo nel processo d’interazione intenzionale tra presente di rottura e futuro incerto che risiede la chiave per avviare un vero percorso d’innovazione collaborativo. OOPS è quindi l’istante di consapevolezza antecedente un percorso d’apprendimento che, parafrasando il principio di propagazione delle domande di Kant, produce da ogni risposta ottenuta da esperienze pregresse un’ulteriore domanda che richiede a sua volta una risposta. Quello che le urgenze generano sono, quindi, spinte evolutive che non migliorano necessariamente solo ciò che sappiamo, ma che creano un’ignoranza di qualità superiore rispetto a quella precedente, che trasformano la non conoscenza di una dinamica negli interrogativi che abitano il processo d’innovazione.

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Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua
Issue 09

Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

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Redazione Weconomy

Redazione Weconomy

Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell'impresa collaborativa. Weconomy esplora i paradigmi e le opportunità dell'economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione.