COSA Un workshop “a connessioni forzate” è un ambiente creato ad hoc per catalizzare la progettazione di nuovi prodotti/ servizi nella modalità più “Indie” (e “Auto”) possibile: accendendo cioè – per un tempo ristretto, in uno spazio dato e su un brief molto preciso – un fuoco di sperimentazione intorno al quale raccogliere persone diversissime tra loro per funzione aziendale, cultura e competenza, nonché (soprattutto) designers, makers, “prototipatori” indipendenti in grado di dare forma concreta, in tempi brevissimi, alle idee che emergeranno. PERCHE’ Quello di “forzare le connessioni” tra elementi tradizionalmente scollegati tra loro è un metodo già ampiamente collaudato in ambito di idea generation, specie laddove si cerchi un valore aggiunto in termini di innovazione “disruptive”. Se a essere “forzate” sono le connessioni tra persone differenti, ancor più che tra gli elementi di possibile ispirazione, questo valore aggiunto aumenta esponenzialmente, creando di fatto un “temporary accelerator” in seno all’impresa. QUANDO – quando si ha l’obiettivo di generare idee particolarmente radicali, ad alto contenuto di innovazione; – quando ci si propone di accorciare il più possibile le tempistiche che, in condizioni “normali”, occorrerebbe pianificare tra le fasi di decision, design e delivery; – soprattutto, quando si ha la “licenza” di sperimentare in autonomia e indipendenza, tenendo alte le aspettative e, al tempo stesso, senza vivere la prospettiva di un possibile fallimento come un’ansia ma come un’entusiasmante tensione verso il “nuovo”. COME 72 ore (o meglio, 3 giornate di lavoro) sono la misura ideale per organizzare un workshop di questo tipo: 1 giornata per “atterrare”, condividere il brief e cominciare a far divergere le idee, 1 giornata di co-progettazione spinta per mettersi a tutti gli effetti al lavoro e ri-convergere verso quello che sarà l’output conclusivo e 1 giornata per “limare”, finalizzare e presentare quindi quanto realizzato.
Service Design Tools: Forced Connections Workshop
Un workshop per la progettazione di prodotti e servizi nella modalità più “Indie” possibile.

Magazine
Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata
I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.
Autore
Redazione Weconomy
Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell'impresa collaborativa. Weconomy esplora i paradigmi e le opportunità dell'economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione.
Articoli correlati
Il retail deve ripartire da se stesso
La vendita e l’acquisto sono 2 punti di vista dello stesso processo. E in mezzo c’è un Cliente.
Retail, parola d’ordine: trasformazione
(Ri)progettiamo il nostro modello di vendita e di servizio. Un'introduzione al quaderno 3.
Service Design Tools: Personas
Personas sono archetipi di Utenti-tipo e servono ad individuare le motivazioni dei Clienti.
Backcasting approach: un tool che parte… dal futuro
Una roadmap che visualizza, comunica e rende condivisibile un progetto, la sua strategia e gli step concreti per implementarla, ma ragionando soprattutto a ritroso, in modo da non perdere mai di vista l’obiettivo finale. Con approccio “backcasting”.
More-than-human: collaborare con nuove agentività
Per immaginare e progettare comunità, solidarietà e relazioni in un mondo more-than-human bisogna abbandonare le categorie che hanno a lungo plasmato le nostre esperienze. Imparare da chi già lo fa è un buon punto di partenza
ME+ME: tre casi di collaborazione
Valve, Synaxon e Loccioni. Tre casi di collaborazione tra persone.
A cosa serve un’icona di plastica?
La User Experience generazionale di oggi. Processi di semplificazione e inviti all'azione.
Contro gli specialisti. Sinapsi inedite per essere protagonisti
Nell’ultimo numero del nostro quaderno Weconomy abbiamo chiesto all’autore e saggista Giuliano da Empoli una sua opinione sulla rivoluzione Cross nel Management. In questo articolo la sua visone del Management Umanista.