Secondo l’enciclopedia libera Wikipedia, dicesi Indie (abbreviazione di “independent”) “tutto ciò che in campo artistico è al di fuori dell’orbita delle grandi industrie del settore”. Si parla perciò di cinema indie, musica indie, videogiochi indie etc. Una questione precisamente distributiva, quindi, e al tempo stesso un concetto dai confini sfumati: dove finisce l’orbita “indie” e dove comincia quella della “grande industria”? La diatriba su cosa sia “indie” e cosa no è – specie sul web e in contesti ad alto contenuto creativo come quelli citati – molto accesa ma, fatte le debite proporzioni, ricalca più o meno quella in merito a cosa sia e cosa non sia una “startup”: è solo questione di tempo e dimensioni, di mesi di vita e di numero di dipendenti (tendenti a zero…) di un’impresa? Oppure è un tema più profondo, che riguarda anche la propensione all’innovazione, lo stile di lavoro, l’attitudine complessiva etc.? Indie e startup, d’altronde, sono due parole che sentiamo sempre più spesso a braccetto, tanto da aver portato all’emersione del concetto di “indie capitalism”: una nuova imprenditoria creativa, “post-globale”, “iper-urbana”, e con forti aree di sovrapposizione con quella che abbiamo chiamato “weconomy”. La domanda è: quali sono i geni del DNA “indie”, e quali i possibili innesti nella nostra impresa?
Wiki: Indie
L’impresa collaborativa ha attitudine indipendente: ricerca e produce valore anzitutto all’interno di sé (vedi A di Auto) e seleziona secondo logiche di creatività, affinità e comunanza di scopo gli attori del proprio sistema relazionale.

Magazine
Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata
I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.
Autore
Redazione Weconomy
Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell'impresa collaborativa. Weconomy esplora i paradigmi e le opportunità dell'economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione.
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